BIOFACH - NORIMBERGA, 15-18 FEBBRAIO 2012


18 febbraio 2012 si apre a Norimberga la fiera del biologico più grande del mondo. Questa manifestazione presenta ogni anno numeri importanti: sono 2.500 gli espositori e 44.000 i visitatori professionali già accreditati. I temi al centro dei dibattiti di questa edizione sono la sostenibilità ecologica, sociale ed economica del biologico. Per l’occasione Assobio, l’Associazione italiana delle imprese di trasformazione e distribuzione bio, ha diffuso i dati sui consumi di alcuni Paesi europei rilevati a fine 2011 sulla scorta dei quali le imprese mostrano moderato ottimismo. Nel primo semestre dell’anno in Olanda le vendite della GDO sono aumentate del 29 %, con vendite per 195 milioni di EUR (fonteBionext). Nel 2010 si era registrato nel complesso dei canali un +13%, con una quota del 1.7% del mercato alimentare e un fatturato di 752 milioni. Prodotti biologici più in crescita i lattiero caseari (+44%), seguiti da carne e derivati (+40%), uova (+36%) e ortofrutta, patate comprese (+26%). In Danimarca l’elevato consumo pro capite ha portato il biologico alla quota del 7% del mercato alimentare. Ci si attende una crescita tra il 6 e il 10%; nel 2010 le vendite hanno superato i 5 miliardi di corone (685 milioni di EUR, +4%) nella sola GDO, a cui si aggiungono 70 milioni nel food service, 80 nelle vendite dirette e 25 negli altri canali. Nella catena Irma (Gruppo COOP) i cui 70 punti vendita si concentrano a Copenhagen e dintorni, il biologico rappresenta il 24% del fatturato alimentare; in Kvickly, Netto e SuperBrugsen l’incidenza è di circa il 10%. L’export è più che triplicato negli ultimi quattro anni: secondo Statistics Denmark nel 2010 ha totalizzato 857 milioni di corone (circa115 milioni di EUR), con un+15 % sul 2009. In Franciail raggruppamento d’interesse pubblico Agence BIO (che coinvolge i ministeri dell’agricoltura e dell’ambiente, l’Assemblée Permanente des Chambres d’Agriculture, la Fédération des coopératives agricoles, la Fédération Nationale d'Agriculture Biologique des régions de France e ilSyndicat national des transformateurs de produits naturels et de culture biologique) ha indicato il valore delle vendite 2010 in 3,385 miliardi di EUR, in crescita del 10,8% sul 2009. Il volume d’affari era nel 2005 di 1,6 miliardi di euro: in cinque anni è raddoppiato, raggiungendo il 2% del mercato alimentare totale (contro l’1,1% nel 2005). Se al valore degli acquisti domestici si somma quello del food service, si superano i 3.5 miliardi. Il 15 % del valore delle vendite di prodotti biologici deriva dal comparto lattiero caseario (che vale 727 milioni di EUR), il 6% dalle uova, il 17% da frutta e verdura (569 milioni di EUR), il 10% da pane, prodotti da forno e farina, il 10% dai vini ottenuti da uve biologiche e il 5% dalle altre bevande (succhi di frutta, bevande vegetali di soia, riso ecc, ), il 10% da carne rossa e bianca, il 2% da prodotti della salumeria, il 4% da gastronomia e surgelati, il 20% dal grocery in genere. Tutte le merceologie hanno visto il raddoppio delle vendite dal 2005 al 2010, a eccezione del vino (+65%), di pane e prodotti da forno (+86%) e dei prodotti di gastronomia/surgelati (+230%). In Svezia le vendite 2010 hanno raggiunto quota 8 miliardi di corone (897 milioni di EUR), con un incrementodel 13% (dopo un ragguardevole +18% nel 2009), con una quota di mercato superiore al 3%, in crescita di 0.4% sul 2008. Anche qui la maggior parte delle vendite passa per le casse della GDO, con ai primi posti Coop (212 milioni di EUR, +10% sul 2009) e Ica (200 milioni, +7%). In forte crescita (+41%) Systembolaget,la società statale con il monopolio della vendita di birra, vini e alcolici, ma anche il sistema del food service, con 111 milioni nella ristorazione collettiva pubblica (+35%) e 78 nell’horeca (+13%). Il canale specializzato e le vendite dirette si suddividono gli altri 100 milioni. Pochi i dati sul 2011 disponibili al momento in cui scriviamo: Systembolaget nel primo semestre è in crescita del 42.3% (grazie all’inserimento in gamma di nuove referenze biologiche, ora circa 200), il retailer e distributore Axfood ha registrato un +9%. Secondo l’associazione degli operatori di produzione e distribuzioneBNN (Bundesverband Naturkost Naturwaren Herstellung und Handel e.V.)in Germania locomotiva del consumo biologico in Europa, le vendite 2010 hanno raggiunto 6,2 miliardi EUR (l’assicella si era fermata a 5.9 nel 2009), dopo due anni con incremento medio del 7%;la quota del mercato alimentare è del 3.4%. Da un’indagine su un campione casuale di oltre il 10% dei negozi e supermercati bio realizzata dallo studio Klaus Braun, nel primo semestre del 2011 il canale ha segnato un +8%. Il canale specializzato nel 2010 consisteva in 1644 negozi, 302 spacci di vendita diretta, 400 supermercati bio (leader l’insegna Alnatura, che ha chiuso il bilancio 2010/2011 a 464 milioni e +16%, seguito da Dennree e Basic), ma le vendite maggiori passano anche qui per la grande distribuzione (discount compresi), di cui tutte le insegne trattano gamme più o meno rilevanti di prodotti biologici, prevalentemente a private label. Mentre si registrano crescite percentualmente assai significative (ma che partono da bassi valori iniziali) nei Paesi baltici e negli altri orientali, si attendono i risultati dellaGran Bretagna che aveva chiuso il 2010 con un –5.9% a 1.73 miliardi di sterline (2.07 miliardi di EUR). Tesco, Sainsbury’s, Morrisons e COOP prevedevano di non discostarsi dalle vendite 2010, mentre Waitrose e Marks & Spencer (la GDO copre il 72.3% delle vendite biologiche del Paese) contavano su una leggera crescita, autorizzando la britannica Soil Association ad un moderato ottimismo.

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