FITOSANITARI: MENO RAME IN AGRICOLTURA BIOLOGICA DAL 2019


Anabio, ora più risorse per ricerca e innovazione di prodotto.

Scatta, dal primo gennaio 2019, la riduzione del quantitativo di rame che si può utilizzare in agricoltura biologica.

La decisione è arrivata a fine Novembre, quando i Paesi Ue hanno approvato a larga maggioranza, Italia inclusa, il rinnovo dell’autorizzazione dell’uso del rame in agricoltura, con possibilità di un’applicazione massima di 28 chili a ettaro in 7 anni, vale a dire 4 chili a ettaro per anno, con flessibilità da un anno all'altro.

Per Anabio-Cia si tratta di una decisione che mette le colture mediterranee, come la vite e l’ortofrutta, di fronte alla necessità inderogabile di trovare prodotti alternativi per la difesa da patogeni (batteri e funghi) di tutte le coltivazioni biologiche, tanto più che il rame oggi è fondamentale in molte filiere agroalimentari tricolori.

La riduzione è stata introdotta tenendo conto della valutazione del rischio effettuata dall’EFSA, confermata negativa e invariata. Una decisione motivata dalla necessità di proteggere sempre più ecosistemi, operatori e consumatori, che richiedono produzioni agroalimentari prive di residui chimici. In questo senso, l’agricoltura biologica italiana, punto di riferimento a livello mondiale, ha bisogno di essere tutelata e rafforzata a partire dalla destinazione di maggiori risorse economiche per le attività di ricerca scientifica.

Siamo consapevoli che l’impiego del rame non è in linea con gli obiettivi e i principi del metodo di produzione biologico -sottolinea Anabio-. L’Art.3c del Regolamento CE 834/2007 riporta infatti che la produzione biologica “mira a produrre un’ampia varietà di alimenti e altri prodotti agricoli ottenuti con procedimenti che non danneggino l’ambiente, la salute umana, la salute dei vegetali o la salute e il benessere degli animali”. Il considerando (6) del Regolamento CE 889/2008 recita “l’impiego dei pesticidi che possono avere conseguenze nocive per l’ambiente deve essere fortemente limitato”.

Auspichiamo, quindi, che le Associazioni di produttori di mezzi tecnici compiano ogni sforzo per la formulazione di molecole a basso impatto ambientale. Nel corso delle prove del Progetto di ricerca del Crea, “ALT.RAMEinBIO”, svolte nel biennio 2016/2017, si sono sperimentati nuovi prodotti rivelatesi efficaci -ricorda l’Associazione della Cia- ma che necessitano di ulteriori studi e nuove formulazioni.

Secondo Anabio, l’ulteriore crescita qualitativa e quantitativa dell’agricoltura biologica passa anche attraverso il superamento della “criticità rame” che affligge il Settore e, per questo motivo, chiediamo ai nostri Soci produttori di utilizzare le migliori competenze professionali, nello spirito e nel rispetto dei valori etici che il biologico incarna.

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