L'IMPORTANZA DELL'AGROECOLOGIA NELL'APPROFONDIMENTO PROMOSSO DA ANABIO A ROMA


Nella Sala Avolio della Cia un incontro sul tema con Marchini e Scanavino per discutere di agricoltura sostenibile e della necessità di giungere a un nuovo paradigma produttivo globale.

Alla Cia le novità sono di casa. Il termine finora poco usato e poco diffuso di Agroecologia ha trovato un luogo e un momento alla Sala Avolio di Roma, dove si è tenuto un approfondimento sul tema a cura di Anabio, l'associazione confederale che si occupa della promozione e dello sviluppo del biologico.

Protagonisti del seminario di approfondimento, dal titolo "Agroecologia - Da termine sconosciuto a paradigma produttivo prossimo?", gli interventi della dottoressa Caterina Batello della FAO e del professor Stefano Bocchi dell'Università di Milano, aperti dai saluti del presidente di Anabio Federico Marchini e chiusi dalle conclusioni del presidente di Cia Dino Scanavino.

Obiettivo dell'iniziativa far conoscere le questioni fondamentali relative agli agrosistemi: produttività, stabilità, sostenibilità ed equità fortemente interconnesse per un'evoluzione dell'agrosistema che si manifesta su diverse scale spaziali: gene, organismo, popolazione, comunità, ecosistema, paesaggio, campo, fattoria, comunità, paese, stato, continente, pianeta. Gli esperti di agroecologia hanno un approccio interdisciplinare: scienze naturali, scienze sociali, vincoli economici, fattori culturali che determinano le attività agricole.

Negli ultimi anni diversi Stati o Ong si sono cimentati nel ripensare l'agricoltura in chiave ecologica. Lo scorso settembre la FAO ha organizzato a Roma un Simposio internazionale sull'agroecologia che ha visto l'adesione di più di 30 paesi: "L'agroecologia consente un approccio contro la fame e la malnutrizione nel quadro dell'adattamento ai cambiamenti climatici", ha affermato il direttore generale José Graziano da Silva.

Un approccio che è tornato nel dibattito alla Sala Avolio, dove è stato messo in evidenza come il processo per arrivare a un sistema agroecologico diffuso sarà molto lungo, ma intanto è importante l'appuntamento di Milano nel mese di luglio con la costituzione della prima Associazione di Agroecologia.

Secondo il presidente Cia Scanavino, "l'agricoltura mondiale dovrà mantenere e aumentare la produttività per riuscire a sfamare le persone e nello stesso tempo preservare le risorse naturali. Per questo ci vuole un'agricoltura intensiva basata su un approccio ecologico e quindi sostenibile".

"Laddove gli agricoltori biologici -sostiene il presidente di Anabio Marchini- sono una componente la più avanzata, del vasto mondo che si vuole definire agroecologico. Perché il mondo del biologico, quello serio, quello che esprime un pensiero e un modo di fare ha un atteggiamento verso la terra uguale a quello che ha verso la società: ne considera tutte le componenti".

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