OPPORTUNITA' E PROBLEMATICHE DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA NEL CONVEGNO DELLA CIA LOMBARDIA A MONTEVECCHIA


Coltivare biologico produce reddito? Questo l’interrogativo su cui si è dibattuto ieri, 28 novembre, a Montevecchia (Lecco), nell’ambito del seminario organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori della Lombardia.
Di certo, come sottolineato, nel suo intervento da Pina Eramo, responsabile del settore biologico della Cia nazionale (Anabio), l’agricoltura biologica è in crescita da diversi anni, tanto che le superfici nel mondo hanno raggiunto i 37 milioni di ettari. In Italia i dati Mipaaf 2012 indicano la superficie bio in 1.167.362 ettari con un incremento del 6,4 per cento rispetto all’anno precedente.
In crescita sono anche i consumi: nel nostro Paese. Le vendite di prodotti bio nel primo trimestre 2013 sono aumentate dell’8,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Italia è anche il primo paese al mondo per quanto riguarda l’export di prodotti biologici. Ma non solo, il bio crea anche occupazione tanto che i dati del 2011 stimano, più di 200 mila operatori tra addetti nelle aziende di sola produzione primaria, addetti nelle aziende che fanno anche trasformazione e preparatori.
Ma il convegno di ieri è stata soprattutto l’occasione per un confronto tra agricoltori e tecnici del comparto sulle problematicità che affliggono il settore Pina Eramo non ha nascosto che i principali punti critici riguardano l’organizzazione inefficiente del Mipaaf, la mancanza di strategia politica in materia, un’eccessiva farraginosità del sistema di controllo e certificazione, la mancata semplificazione burocratica.
A porre l’accento sugli oneri burocratici che rischiano di soffocare anche questo comparto è stato Antonio Corbari, titolare e fondatore della società agricola Corbari di Cernusco sul Naviglio. Nella sua relazione Corbari, dopo avere raccontato la propria esperienza personale di imprenditore agricolo partito da zero, ha evidenziato le problematicità che spesso caratterizzano le pratiche di certificazione. Gli oneri burocratici rischiano soprattutto di penalizzare le aziende di piccole dimensioni e i giovani che si accingono a intraprendere l’attività.
Giovanna Nicastro, della Direzione generale Agricoltura di Regione Lombardia, ha invece ulteriormente sottolineato i dati positivi che provengono dal settore. In Italia la superficie agricola utile biologica ha raggiunto la soglia dell’8 per cento. Inoltre, in Europa il numero delle aziende biologiche risulta in crescita mentre quello delle convenzionali rimane stabile.
L’impegno ad una comprensione maggiore del fenomeno dell’agricoltura biologica, delle opportunità ad essa legate e delle criticità evidenziate nel corso del dibattito è giunto da Massimo Benolli, direttore regionale di Cia Lombardia. "La nostra Associazione organizzerà -ha dichiarato- nei prossimi mesi attività di informazione e formazione relative all’agricoltura biologica". "Altri paesi hanno opportunità che noi non abbiamo. È necessario muoverci per poterle cogliere".
Ha chiuso i lavori Mario Lanzi, presidente di Cia Lombardia, che ha spiegato come in Lombardia si registri un aumento della richiesta dei prodotti bio, ma non una crescita della produzione. "E’ necessario sviluppare un approccio imprenditoriale- ha concluso- sia nella gestione delle aziende che nell’accompagnamento della filiera".

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